giovedì 25 maggio 2023

Giovannino, l’aiutante per il rispetto dei diritti online.


C'era una volta in un paesino non molto lontano da Sala Comacina un ragazzo di nome Giovannino che era appassionato di tecnologia e informatica.

Fin da bambino, aveva sempre trascorso ore e ore al computer, apprendendo tutto ciò che poteva sulla programmazione e il funzionamento dei sistemi informatici; ma il ragazzo non era solo un appassionato di tecnologia, si era anche informato molto sull'importanza dei diritti e dei doveri che ne derivano.

Era consapevole che la tecnologia era un'arma a doppio taglio, in grado di migliorare la vita di molte persone, ma anche di causare gravi danni se utilizzata in modo improprio.

Per questo motivo, decise di fare la sua parte per garantire che i diritti dell'informatica fossero rispettati, iniziò frequentando forum e comunità online in cui si discuteva di questi temi, e presto si attivò nella difesa dei diritti dell'informatica. Un giorno, mentre navigava su internet, Giovannino scoprì un sito web che vendeva illegalmente dati personali di milioni di persone, si rese conto che questa violazione della privacy era un grave reato, e quindi decise di fare qualcosa a riguardo.

Iniziò scrivendo a governi, alle autorità competenti e alle organizzazioni per i diritti umani, per segnalare questa grave violazione.

Dopo molti mesi di lavoro e di pressione a tutte le autorità del caso, Giovannino ricevette una risposta da un'organizzazione per i diritti umani, che gli comunicava che il sito web era stato chiuso e i responsabili erano stati arrestati, questo fu un grande successo per Giovannino e la lotta che stava portando avanti da ormai diverso tempo.

Ma la battaglia di Giovannino non finì qui, continuò a monitorare attentamente tante altre attività online che gli sembravano sospette, per scoprire altre possibili violazioni, fino a che giorno, scoprì un'organizzazione che utilizzava algoritmi per discriminare le donne e le minoranze etniche, questo sconvolse profondamente il cuore di Giovannino, e decise di fare tutto il possibile per fermare questa pratica discriminatoria.

Giovannino quindi scrisse di nuovo alle autorità, e anche questa volta il suo intervento portò alla chiusura dell'organizzazione e all'arresto dei responsabili, fu con questa seconda soffiata che la sua battaglia per i diritti online assunse grande successo.

Ma nonostante questi successi, Giovannino sapeva che la lotta per ottenere un equità per i diritti di tutti non sarebbe mai finita, dato che la tecnologia si evolve costantemente, e con essa anche i rischi per far sì che questi diritti vengano rispettati.

Giovannino decise di continuare a monitorare attentamente le attività online, e di educare gli altri sulla necessità di proteggere i loro dati personali e di garantire che la tecnologia venisse utilizzata in modo giusto e equo.

Con il tempo, Giovannino fece di tutto ciò un lavoro e divenne un vero e proprio leader nella difesa dei diritti online, fu invitato a tenere discorsi in molte conferenze e forum in tutto il mondo, e la sua voce divenne una delle più ascoltate quando si trattavano argomenti di sicurezza online tantochè quasi al culmine della sua carriera vinse addirittura il premio nobel e fu grande fonte di ispirazione per i ragazzi nati nella sua epoca.

lunedì 16 gennaio 2023

Diritti e doveri dei lavoratori

 


I doveri del lavoratore che nascono in seguito alla stipula di un contratto lavorativo sono principalmente tre: il dovere di diligenza, il dovere di obbedienza e l’obbligo alla fedeltà. Se non vengono rispettati ci possono essere sanzioni disciplinari proporzionate alla gravità della situazione.


Quando si parla delle regole esistenti nel mondo del lavoro si fa quasi sempre riferimento ai diritti dei lavoratori e agli obblighi dell’azienda. In realtà, nel momento in cui viene firmato un contratto entrambe le parti devono rispettare precisi doveri.


Nel codice civile italiano i doveri del dipendente vengono racchiusi in tre categorie che sono:


il dovere di diligenza

il dovere di obbedienza

l’obbligo alla fedeltà


la diligenza


Il dipendente deve svolgere il proprio lavoro attenendosi ai canoni tecnici richiesti, non si tratta di una decisione opzionale che il lavoratore può prendere in maniera autonoma, ma di una prestazione dovuta in quanto dipendente.

Quindi bisogna svolgere la propria mansione in maniera scrupolosa, ma si devono eseguire anche altre prestazioni accessorie in base alle esigenze aziendali.


l’obbedienza 


Nei contratti di lavoro subordinato devono essere rispettate le decisioni e le disposizioni del datore di lavoro. Ciò significa che il lavoratore deve fare quello che gli viene chiesto.

Un dipendente può rifiutarsi di eseguire determinate azioni se sono vietate dalla legge. Il rifiuto è legittimo se si tratta di violazioni in merito a un singolo lavoratore, come ad esempio la richiesta di rinunciare al giorno di riposo settimanale.


la fedeltà


L’obbligo alla fedeltà presuppone due precisi divieti:


il divieto di concorrenza

il divieto di divulgazione


Il divieto di concorrenza impedisce al lavoratore di fare affari con aziende concorrenti per conto proprio o per conto di terzi. Si tratta di una attività potenzialmente lesiva, nel senso che può essere punita anche se non ha causato danni effettivi.


Il divieto di divulgazione impedisce al lavoratore di diffondere informazioni inerenti all’azienda in modo tale da recare dei danni, e rimane attivo anche dopo la chiusura del contratto.

Non è possibile, quindi, parlare male del proprio posto di lavoro o comunicare notizie coperte da segreto aziendale, in grado di provocare dei pregiudizi o degli svantaggi al datore di lavoro.


in caso di mancata adempienza dovere di diligenza, di obbedienza o dell’obbligo di fedeltà il lavoratore può subire una sanzione disciplinare, che varia in base alla gravità dell’infrazione.



I diritti dei lavoratori invece sono:


orario di lavoro: la durata dell'orario normale di lavoro è fissata per legge in un massimo di 40 ore settimanali. Le ore di lavoro effettuate in più fino al limite legale di 40 ore saranno considerate lavoro supplementare mentre quelle oltre le 40 ore saranno considerate straordinario. 


riposo settimanale: il lavoratore ha diritto, ogni sette giorni, ad un periodo di riposo di almeno 24 ore consecutive (in pratica dopo 6 giorni di lavoro vi è normalmente un giorno di riposo).


ferie e festività: sono stabilite dalla legge e dai CCNL. In ogni caso per legge a ciascun lavoratore deve essere garantito un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a 4 settimane. 


congedo matrimoniale: tutti i lavoratori dipendenti hanno diritto, in occasione di matrimonio avente validità civile, ad un congedo retribuito, la cui durata generalmente è stabilita in 15 giorni.


maternità/paternità: il Testo unico per la tutela ed il sostegno della maternità e paternità prevede varie forme di tutela in materia che vanno dal divieto, in via generale, di licenziamento della lavoratrice madre dall'inizio della gestazione fino al compimento di un anno del bambino (e, in certi casi, del padre lavoratore) alla garanzia di un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro, di uno facoltativo a discrezione della lavoratrice, di una serie di permessi retribuiti e/o non retribuiti per l'assistenza e la cura del bambino (con particolare attenzione ai figli portatori di handicap). 


diritto allo studio: se un lavoratore segue corsi scolastici ha diritto ad effettuare turni e orari di lavoro particolari e godere di permessi per frequentare tali corsi;


malattie e infortuni sul lavoro/malattie professionali: in caso di malattia o infortunio sul lavoro/malattie professionali viene garantita la conservazione del posto di lavoro per il tempo stabilito dai CCNL


sicurezza sul lavoro: il datore di lavoro deve attuare le misure necessarie a tutelare la salute e l'integrità fisica del lavoratore, nel rispetto di quanto previsto dal Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro


attività sindacale: il lavoratore ha diritto di aderire ad associazioni sindacali, di manifestare il proprio pensiero e di svolgere attività sindacale;


parità uomo – donna: alla donna lavoratrice spettano gli stessi diritti che spettano al lavoratore uomo.


Per far si che i diritti e i doveri qui sopra elencati bisogna che ci sia collaborazione da entrambe le parti sia dal datore di lavoro che dal lavoratore.





venerdì 13 gennaio 2023

Quanto dobbiamo all’eredità dell’illuminismo?

 Cos’ha lasciato l’illuminismo alla società di oggi? 

È una domanda che può sembrare inusuale tanto che può venirci in mente anche il perché dobbiamo porci una domanda del genere, ma l’illuminismo ha dato alle società che oggigiorno definiamo moderne più di quanto possiamo pensare.

Molti correnti di pensiero attuali, seppur evolute e perché no migliorate, arrivano dall’illuminismo e se ci pensiamo è una cosa incredibile il fatto che pensieri del Settecento siano ancora così attuali oggi.

Me ne vengono in mente moltissimi, ma ne citerò solo alcuni come: la tolleranza, il cosmopolitismo, il laicismo, la libertà, l’ uguaglianza o la riforma del sistema penale…

 

Pensando alla tolleranza si vede benissimo come è un concetto che muta e che continuerà a mutare nel tempo, perché la società è destinata ad evolversi sempre e con ciò anche il suo pensiero e quindi credo che tante cose che anche oggi a noi sembrano impossibile farci andare bene, in futuro saranno accettate; basta solo pensare anche a come è cambiata la società nel tempo del dopoguerra ad oggi, mi viene in mente ad esempio l’intolleranza che c’era ai tempi verso le persone nere negli stati occidentali, non dico che oggi la situazione sia del tutto rose e fiori, ma sicuramente è migliorata rispetto agli anni passati e come detto in precedenza, in futuro migliorerà rispetto alla società di oggi.


Per quanto riguarda il concetto di cosmopolitismo secondo me siamo ancora lontani da ciò che intendevano gli intellettuali illuministi, perché tutt’oggi ci sono ancora nazionalismi forti e ben saldi radicati all’intero di molte persone che magari non si aprono a nuove culture e a nuovi insegnamenti da parte di persone provenienti ad esempio da altri continenti, persistendo nella loro chiusura mentale e inalzando barriere verso gli altri, ad esempio molte se non la maggior parte delle persone italiane, che sono nate dal pre-guerra al 1950, hanno una mentalità molto chiusa radicata ancora nei valori e nel nazionalismo italiano, che ora sta andando via-via sempre verso un’internazzionalizzazione con le generazioni moderne.


Il laicismo invece è un concetto che secondo me ad oggi è ben saldo nella visione di praticamente tutti gli stati occidentali, mentre negli stati orientali c’è ancora molto da lavorare perché in molte nazioni come, Cina, India, Pakistan e Nigeria vige ancora una forte influenza delle religioni nelle leggi e nella vita delle popolazioni che abitano in questi territori,  che corrispondono a circa due terzi della popolazione mondiale, questo dato mi ha lasciato senza parole perché onestamente non riuscivo a credere che più di cinque miliardi di persone vivano in stati confessionali.

Secondo me il laicismo è una cosa importante che deve essere la base sulla quale bisogna organizzare politicamente uno stato perché, secondo la mia visione, lo stato deve intervenire in base oggettiva su fatti accaduti e non deve aggravare pene o ammende se un cittadino oltre ad aver commesso un crimine viola qualcosa all’interno della religione professata nello stato dove commette il crimine.

Per questo spero che in futuro avvengano delle rivoluzioni per cercare quanto più di avere una laicità mondiale che potrebbe servire a qualsiasi stato per migliorare le proprie leggi e la visione socio-religiosa verso altre confessioni.


Il concetto di libertà fortunatamente è un concetto che sta prendendo sempre più piede in molti stati occidentali anche se la maggior parte della popolazione vive in stati privi di libertà, ed è una cosa altamente inaccettabile il fatto che la maggior parte della popolazione mondiale venga derubata della propria libertà, che sia di pensiero, d’espressione, d’agire non importa.

Pensando alla violazione delle libertà di uno stato mi viene in mente sicuramente la Corea del Nord, che attualmente essendo sotto una fortissima dittatura sta privando la sua popolazione di diritti imprescindibili, sebbene la costituzione coreana li garantisca tutto ciò per me è inammissibile e sono contento di vivere in paesi occidentali in cui le libertà sono pressoché “illimitate” rispetto a sistemi governativi come quello coreano o quello russo.


Uguaglianza è un termine molto difficile da utilizzare perché, se parliamo di uguaglianza di qualsiasi persone all’interno dello stato di fronte alla legge seppur con un processo molto lento ci sono arrivati più o meno tutti gli stati occidentali, mentre per l’idea di uguaglianza siamo ancora lontani da ciò che è il vero significato di questa parola.

Mi vengono in mente ad esempio le disparità che ci sono tra uomo e donna nel mondo lavorativo, anche se si sta andando sempre più verso una parità di genere, le differenze sono molte, come ad esempio lo stipendio o le maggiori opportunità che può avere un’ uomo nei confronti di una donna anche se a parer mio qualsiasi persona di qualsiasi genere anche a disparità di reddito debba avere le stesse opportunità di un’altra persona.


Il tema della riforma penale è un argomento a cui ho dedicato molta attenzione su cui ho cambiato varie volte il pensiero, il tema principale su cui mi soffermo è sempre la pena di morte che all’inizio pensavo che in alcuni casi fosse giusta, perché mi facevo prendere da pensieri prettamente personali e caratteriali senza prendere visione di questo argomento in modo più oggettivo possibile; e confrontandomi con svariate presone sono arrivato alla conclusione che la pena di morte è totalmente sbagliata in qualsiasi caso essa sia perché nessuno può privare un’altra persona della propria vita anzi bisogna proprio fare il contrario cercare in qualsiasi modo di reintegrare la persona che ha commesso il crimine qualsiasi esso sia all’interno della società, indipendentemente dal reato che ha commesso e dal costo che il reinserimento può comportare.

Guardando le carceri italiane credo che ci sia bisogno di un’ cambiamento nel sistema penale italiano perché abbiamo sentito troppe volte parlare di sovraffollamento delle carceri, o di persone che reinserite nella comunità compiono lo stesso reato che avevano commesso in precedenza.

In conclusione penso che l’ideologia illuminista si rispecchi molto nel mio modo di vedere ciò che succede attorno a me e credo che per quanto siano pensieri di tanti secoli fa, potrebbero andare bene ancora nella società di oggi anzi, la renderebbero senza dubbi una società migliore.

martedì 31 maggio 2022

Diritti e doveri che appartengono a chiunque

Il concetto dei diritti e dei doveri dell'uomo è un concetto da sempre molto discusso e che nel corso della storia ha sempre dato origine a conflitti, sia intellettuali, sia purtroppo reali.Se fin dall'antichità i doveri di ogni individuo sono stati dati per scontato, tutti infatti avevano il proprio compito all'interno della comunità familiare o del villaggio, per i diritti il discorso è diverso. Essi si sono affermati e sono stati riconosciuti solo con il passare del tempo, a partire dai diritti essenziali fino ad arrivare, in epoca moderna, a diritti più complessi, che si sono evoluti con l'espandersi e il diversificarsi dei bisogni umani. Ogni individuo deve essere consapevole che ha dei diritti e dei doveri in quanto tale e dei diritti e dei doveri in quanto facente parte di una comunità: è quindi giusto avere la libertà di perseguire i propri interessi e bisogni, ma nei limiti dell'interesse collettivo, ovvero accettando degli obblighi, dei divieti e dei doveri che sono creati a beneficio della comunità di appartenenza.L'affermazione dei diritti a volte è avvenuta in maniera naturale e pacifica, altre volte è stata il frutto di rivendicazioni, rivoluzioni o vere e proprie guerre. La massima espressione del riconoscimento dei diritti e dei doveri degli uomini si è verificata con l'introduzione delle costituzioni nazionali, dei regolamenti e degli accordi internazionali, un'introduzione che è avvenuta però con tempistiche diverse e che, purtroppo, a volte deve ancora avvenire. Le differenti tempistiche sono dovute al grado di sviluppo della singola nazione, al livello di ricchezza della stessa e alla situazione politica.Nonostante l'evolversi dei diritti, tuttavia, nel corso della storia e in epoca moderna, abbiamo assistito o stiamo assistendo a delle vere e proprie violazioni dei diritti e dei doveri; diritti e doveri che dovrebbero essere uguali, accessibili a tutti e tutelati.In alcuni paesi non sono state ancora introdotte delle costituzioni a regolare questi principi, sia perché a volte il paese è troppo povero, come accade in alcuni stati africani, sia perché il paese stesso è sottoposto ad un regime totalitario che nega i diritti e i doveri fondamentali al suoi abitanti, Inoltre, anche se presenti, a volte le costituzioni non vengono rispettate sia a livello nazionale che a livello internazionale. A livello nazionale purtroppo, pur essendo teoricamente i diritti e i doveri accessibili a tutti, a volte non esistono le condizioni perché questo sia permesso; tali mancanze possono derivare sia da difficoltà geografiche, dalla diversa distribuzione della ricchezza all'interno della nazione o anche dal grado di istruzione della popolazione.

 I paesi sviluppati stanno via via cercando di attenuare queste disparità ma non sempre risolvere tutti gli ostacoli è facile o possibile.
Il concetto che i diritti e i doveri appartengono a tutti a volte non è rispettato nemmeno a livello internazionale, con episodi che avvengono fra i singoli individui ma anche fra le nazioni stesse.
L'episodio più atroce e più noto della storia è lo sterminio del popolo ebraico da parte del regime nazista, un popolo totalmente privato dei propri diritti e della propria identità; ad esso naturalmente si vanno ad affiancare lo sterminio di popolazioni meno conosciute ma non per questo meno rilevanti o meno tragici come il genocidio del Ruanda, del popolo cambogiano o, più lontano nel tempo, lo sterminio dei nativi americani.

L'abolizione della libertà di stampa e di opinione è un'altra forma di grave lesione dei diritti umani che si è ripetuta più volte nel corso della storia soprattutto in periodi di guerra o in presenza di dittature totalitarie, come a partire dagli anni 20 in Italia con il regime fascista.
Sicuramente la forma più estrema di lesione di questo concetto è la guerra: ogni guerra rappresenta una sconfitta per l'umanità, per le nazioni coinvolte ma anche per i diritti e i doveri degli esseri umani.

 Persone di tutte le età, di tutte le religioni e con ideali diversi si ritrovano coinvolti in confitti del quali non sono responsabili, per semplice sfortuna, ma anche per un dovere vero e proprio, ovvero quello di difendere la propria nazione, Purtroppo proprio da oltre un mese siamo testimoni delle atrocità della guerra fra Russia e Ucraina, una guerra che danneggia i diritti e i doveri tanto del popolo ucraino quanto di quello russo.

 è vero che la guerra è iniziata con l'attacco russo quindi si potrebbe pensare che è solo l'Ucraina a subirne le conseguenze, ma purtroppo entrambi i popoli sono coinvolti, I cittadini ucraini non sono più liberi di vivere nelle proprie abitazioni, il diritto alla sicurezza e il diritto alla vita sono venuti a mancare; i più fortunati sono riusciti a mettersi in salvo, alcuni uomini e alcune donne si sono arruolati rispondendo al dovere di difendere la propria nazione, mentre altri purtroppo sono morti.

 Il popolo russo invece, oltre ai soldati inviati al fronte per combattere una guerra imposta dal governo di Putin, sta affrontando le conseguenze di un isolamento da parte dell'Occidente: i russi non hanno più diritto alle informazioni in quanto tutti i canali di comunicazione occidentali sono oscurati, non sono più liberi di comprare beni occidentali, stanno subendo le conseguenze economiche delle sanzioni imposte dagli altri paesi del mondo e si vedono privati dei proprio beni all'estero sempre a causa di una guerra che magari non condividono ma nella quale sono stati "doverosamente" coinvolti, sicuramente i diritti e i doveri non appartengono né al popolo ucraino, né al popolo russo i quali si sono trovati coinvolti in questa situazione, ma sicuramente ne pagano le conseguenze.

Sembra impensabile come nell'epoca moderna e nel cuore dell'Europa dopo tutti gli eventi passati, dalle due guerre mondiali ai tribunali istituiti contro i crimini di guerra, dai regolamenti emananti dall'Unione Europea a tutte le organizzazioni umanitari che sono nate nel vecchio continente, che una nazione possa decidere di attaccarne un'altra e come numerose persone possano essere uccise senza alcuna spiegazione;  nonostante tutti gli sforzi che vengono fatti per migliorare la tutela dei diritti e del doveri degli uomini un episodio simile vanifica tutti i risultati raggiunti dimenticandosi degli insegnamenti del passato.

Afghanistan: Guerra e Speranza

 Nel 2021 finalmente, dopo oltre 30 anni, l’Afghanistan è uscito da una lunghissima ed estenuante guerra interna; dal 1979 al 1989, la popolazione, si è vista invadere dalle forze russe dell’Urss e dagli Stati Uniti dal 2001 fino al 2021, senza escludere il regime talebano, che venne formato da Mohammed Omar (combattente nella guerra contro i sovietici).

Per gli afghani questo è il settimo cambio di regime in cinque decenni, trovandosi 20 anni dopo, all'inizio di una nuova transizione che lascia tutti in un futuro dubbio e pieno di imprevisti.

Per adesso e per molti altri anni a venire la popolazione afghana subisce e subirà conseguenze pesantissime portate da questi continui conflitti, e tutt’ora con l’arrivo dei talebani la popolazione si trova in una situazione davvero critica che secondo l’Onu è “ad un passo dalla catastrofe umanitaria”.

Ogni fase di questo conflitto ovviamente ha lasciato dietro di sé, stragi di persone povere e innocenti che non avevano fatto nulla, se non di voler vivere la loro vita in modo pacato e sereno, e non “solo” questo perché questi poveri civili hanno visto le loro abitazioni distrutte, i loro cari morti e nonostante queste assurde atrocità la popolazione sarà costretta a pagare i danni indelebili che ha lasciato la guerra; danni che sono sia tributari ma soprattutto morali.

Per l’appunto il paese ha una delle più grandi quantità di sfollati interni (siamo sui quattro milioni).

Non sorprende il fatto che oltre il 70% della popolazione si definisca vittima di guerra, l’82% della popolazione non ha più reddito; la loro preoccupazione più grande ora è sopravvivere e per farlo molti di loro sono arrivati a prendere decisioni estreme.

Ha ripreso piede la vendita dei propri organi, le coltivazioni e la vendita dell’oppio negli ultimi 20 anni è quadruplicata arrivando fino a 6.800 tonnellate che potrebbero portare nei mercati esteri circa 320 tonnellate di eroina pura; noi ovviamente non ci pensiamo o comunque non ci diamo troppo peso perché è una realtà che è lontana dalla nostra e non ci tocca direttamente ma la popolazione afghana da 30 anni sta vivendo una situazione surreale e inconcepibile.

Nonostante questa situazione e nonostante le continue richieste di giustizia non sono saltati fuori ancora i responsabili di tutto ciò e molte delle prove e delle stesse domande di giustizia sono state semplicemente archiviate o fatte passare in secondo piano, addirittura molti carnefici sono stati acclamati come eroi nelle loro nazioni, facendoli passare come i buoni del racconto anche se ogni persona che ha vissuto tutto ciò e/o si è informata un minimo su questo argomento sa che non è così.

E come se tutte queste guerre e questi conflitti non bastassero a preoccupare molto la popolazione è la presa di potere da parte dei talebani che da quando le truppe


 americane hanno lasciato l’Afghanistan hanno praticamente il totale controllo su tutto il paese e che da quando sono arrivati (2021), hanno portato più casini che altro.

Basta solo pensare all’amministrazione dello stato praticamente assente o ai prezzi di qualsiasi cosa che sono schizzati alle stelle e per non parlare dei diritti umani che seppur di più di quelli che c’erano al tempo dei conflitti, sono comunque quasi del tutto assenti; per rendere meglio l’idea sembra di essere tornati indietro di almeno 800 anni, quando erano presenti ancora la gogna e le punizioni corporali; i crimini sono aumentati, ormai è presente un fortissimo spirito di sopravvivenza dove si rapisce a scopo di estorsione o dove si fanno furti per fame, sono persino aumentate le rapine a mano armata e la corruzione.

Attualmente, i social non sono ancora vietati e rimangono un importantissimo e fondamentale canale di comunicazione, anche se c’è da dire che molti individui che precedentemente erano molto attivi sui social ora stanno cercando di mantenere un basso profilo temendo per la propria salute o per quella dei loro cari.

Il popolo afghano spera di poter tornare a vivere una vita tranquilla e spensierata che ormai è un lontanissimo ricordo per far ciò però ha bisogno di aiuto e non poco perciò le grandi istituzioni e soprattutto le grandi potenze mondiali dovrebbero cercare di dare un occhio di riguardo a questo paese e ai suoi abitanti che per troppo tempo sono stati logorati da questi lunghi e inutili conflitti.

Giovannino, l’aiutante per il rispetto dei diritti online.

C'era una volta in un paesino non molto lontano da Sala Comacina un ragazzo di nome Giovannino che era appassionato di tecnologia e info...