martedì 31 maggio 2022

Diritti e doveri che appartengono a chiunque

Il concetto dei diritti e dei doveri dell'uomo è un concetto da sempre molto discusso e che nel corso della storia ha sempre dato origine a conflitti, sia intellettuali, sia purtroppo reali.Se fin dall'antichità i doveri di ogni individuo sono stati dati per scontato, tutti infatti avevano il proprio compito all'interno della comunità familiare o del villaggio, per i diritti il discorso è diverso. Essi si sono affermati e sono stati riconosciuti solo con il passare del tempo, a partire dai diritti essenziali fino ad arrivare, in epoca moderna, a diritti più complessi, che si sono evoluti con l'espandersi e il diversificarsi dei bisogni umani. Ogni individuo deve essere consapevole che ha dei diritti e dei doveri in quanto tale e dei diritti e dei doveri in quanto facente parte di una comunità: è quindi giusto avere la libertà di perseguire i propri interessi e bisogni, ma nei limiti dell'interesse collettivo, ovvero accettando degli obblighi, dei divieti e dei doveri che sono creati a beneficio della comunità di appartenenza.L'affermazione dei diritti a volte è avvenuta in maniera naturale e pacifica, altre volte è stata il frutto di rivendicazioni, rivoluzioni o vere e proprie guerre. La massima espressione del riconoscimento dei diritti e dei doveri degli uomini si è verificata con l'introduzione delle costituzioni nazionali, dei regolamenti e degli accordi internazionali, un'introduzione che è avvenuta però con tempistiche diverse e che, purtroppo, a volte deve ancora avvenire. Le differenti tempistiche sono dovute al grado di sviluppo della singola nazione, al livello di ricchezza della stessa e alla situazione politica.Nonostante l'evolversi dei diritti, tuttavia, nel corso della storia e in epoca moderna, abbiamo assistito o stiamo assistendo a delle vere e proprie violazioni dei diritti e dei doveri; diritti e doveri che dovrebbero essere uguali, accessibili a tutti e tutelati.In alcuni paesi non sono state ancora introdotte delle costituzioni a regolare questi principi, sia perché a volte il paese è troppo povero, come accade in alcuni stati africani, sia perché il paese stesso è sottoposto ad un regime totalitario che nega i diritti e i doveri fondamentali al suoi abitanti, Inoltre, anche se presenti, a volte le costituzioni non vengono rispettate sia a livello nazionale che a livello internazionale. A livello nazionale purtroppo, pur essendo teoricamente i diritti e i doveri accessibili a tutti, a volte non esistono le condizioni perché questo sia permesso; tali mancanze possono derivare sia da difficoltà geografiche, dalla diversa distribuzione della ricchezza all'interno della nazione o anche dal grado di istruzione della popolazione.

 I paesi sviluppati stanno via via cercando di attenuare queste disparità ma non sempre risolvere tutti gli ostacoli è facile o possibile.
Il concetto che i diritti e i doveri appartengono a tutti a volte non è rispettato nemmeno a livello internazionale, con episodi che avvengono fra i singoli individui ma anche fra le nazioni stesse.
L'episodio più atroce e più noto della storia è lo sterminio del popolo ebraico da parte del regime nazista, un popolo totalmente privato dei propri diritti e della propria identità; ad esso naturalmente si vanno ad affiancare lo sterminio di popolazioni meno conosciute ma non per questo meno rilevanti o meno tragici come il genocidio del Ruanda, del popolo cambogiano o, più lontano nel tempo, lo sterminio dei nativi americani.

L'abolizione della libertà di stampa e di opinione è un'altra forma di grave lesione dei diritti umani che si è ripetuta più volte nel corso della storia soprattutto in periodi di guerra o in presenza di dittature totalitarie, come a partire dagli anni 20 in Italia con il regime fascista.
Sicuramente la forma più estrema di lesione di questo concetto è la guerra: ogni guerra rappresenta una sconfitta per l'umanità, per le nazioni coinvolte ma anche per i diritti e i doveri degli esseri umani.

 Persone di tutte le età, di tutte le religioni e con ideali diversi si ritrovano coinvolti in confitti del quali non sono responsabili, per semplice sfortuna, ma anche per un dovere vero e proprio, ovvero quello di difendere la propria nazione, Purtroppo proprio da oltre un mese siamo testimoni delle atrocità della guerra fra Russia e Ucraina, una guerra che danneggia i diritti e i doveri tanto del popolo ucraino quanto di quello russo.

 è vero che la guerra è iniziata con l'attacco russo quindi si potrebbe pensare che è solo l'Ucraina a subirne le conseguenze, ma purtroppo entrambi i popoli sono coinvolti, I cittadini ucraini non sono più liberi di vivere nelle proprie abitazioni, il diritto alla sicurezza e il diritto alla vita sono venuti a mancare; i più fortunati sono riusciti a mettersi in salvo, alcuni uomini e alcune donne si sono arruolati rispondendo al dovere di difendere la propria nazione, mentre altri purtroppo sono morti.

 Il popolo russo invece, oltre ai soldati inviati al fronte per combattere una guerra imposta dal governo di Putin, sta affrontando le conseguenze di un isolamento da parte dell'Occidente: i russi non hanno più diritto alle informazioni in quanto tutti i canali di comunicazione occidentali sono oscurati, non sono più liberi di comprare beni occidentali, stanno subendo le conseguenze economiche delle sanzioni imposte dagli altri paesi del mondo e si vedono privati dei proprio beni all'estero sempre a causa di una guerra che magari non condividono ma nella quale sono stati "doverosamente" coinvolti, sicuramente i diritti e i doveri non appartengono né al popolo ucraino, né al popolo russo i quali si sono trovati coinvolti in questa situazione, ma sicuramente ne pagano le conseguenze.

Sembra impensabile come nell'epoca moderna e nel cuore dell'Europa dopo tutti gli eventi passati, dalle due guerre mondiali ai tribunali istituiti contro i crimini di guerra, dai regolamenti emananti dall'Unione Europea a tutte le organizzazioni umanitari che sono nate nel vecchio continente, che una nazione possa decidere di attaccarne un'altra e come numerose persone possano essere uccise senza alcuna spiegazione;  nonostante tutti gli sforzi che vengono fatti per migliorare la tutela dei diritti e del doveri degli uomini un episodio simile vanifica tutti i risultati raggiunti dimenticandosi degli insegnamenti del passato.

Afghanistan: Guerra e Speranza

 Nel 2021 finalmente, dopo oltre 30 anni, l’Afghanistan è uscito da una lunghissima ed estenuante guerra interna; dal 1979 al 1989, la popolazione, si è vista invadere dalle forze russe dell’Urss e dagli Stati Uniti dal 2001 fino al 2021, senza escludere il regime talebano, che venne formato da Mohammed Omar (combattente nella guerra contro i sovietici).

Per gli afghani questo è il settimo cambio di regime in cinque decenni, trovandosi 20 anni dopo, all'inizio di una nuova transizione che lascia tutti in un futuro dubbio e pieno di imprevisti.

Per adesso e per molti altri anni a venire la popolazione afghana subisce e subirà conseguenze pesantissime portate da questi continui conflitti, e tutt’ora con l’arrivo dei talebani la popolazione si trova in una situazione davvero critica che secondo l’Onu è “ad un passo dalla catastrofe umanitaria”.

Ogni fase di questo conflitto ovviamente ha lasciato dietro di sé, stragi di persone povere e innocenti che non avevano fatto nulla, se non di voler vivere la loro vita in modo pacato e sereno, e non “solo” questo perché questi poveri civili hanno visto le loro abitazioni distrutte, i loro cari morti e nonostante queste assurde atrocità la popolazione sarà costretta a pagare i danni indelebili che ha lasciato la guerra; danni che sono sia tributari ma soprattutto morali.

Per l’appunto il paese ha una delle più grandi quantità di sfollati interni (siamo sui quattro milioni).

Non sorprende il fatto che oltre il 70% della popolazione si definisca vittima di guerra, l’82% della popolazione non ha più reddito; la loro preoccupazione più grande ora è sopravvivere e per farlo molti di loro sono arrivati a prendere decisioni estreme.

Ha ripreso piede la vendita dei propri organi, le coltivazioni e la vendita dell’oppio negli ultimi 20 anni è quadruplicata arrivando fino a 6.800 tonnellate che potrebbero portare nei mercati esteri circa 320 tonnellate di eroina pura; noi ovviamente non ci pensiamo o comunque non ci diamo troppo peso perché è una realtà che è lontana dalla nostra e non ci tocca direttamente ma la popolazione afghana da 30 anni sta vivendo una situazione surreale e inconcepibile.

Nonostante questa situazione e nonostante le continue richieste di giustizia non sono saltati fuori ancora i responsabili di tutto ciò e molte delle prove e delle stesse domande di giustizia sono state semplicemente archiviate o fatte passare in secondo piano, addirittura molti carnefici sono stati acclamati come eroi nelle loro nazioni, facendoli passare come i buoni del racconto anche se ogni persona che ha vissuto tutto ciò e/o si è informata un minimo su questo argomento sa che non è così.

E come se tutte queste guerre e questi conflitti non bastassero a preoccupare molto la popolazione è la presa di potere da parte dei talebani che da quando le truppe


 americane hanno lasciato l’Afghanistan hanno praticamente il totale controllo su tutto il paese e che da quando sono arrivati (2021), hanno portato più casini che altro.

Basta solo pensare all’amministrazione dello stato praticamente assente o ai prezzi di qualsiasi cosa che sono schizzati alle stelle e per non parlare dei diritti umani che seppur di più di quelli che c’erano al tempo dei conflitti, sono comunque quasi del tutto assenti; per rendere meglio l’idea sembra di essere tornati indietro di almeno 800 anni, quando erano presenti ancora la gogna e le punizioni corporali; i crimini sono aumentati, ormai è presente un fortissimo spirito di sopravvivenza dove si rapisce a scopo di estorsione o dove si fanno furti per fame, sono persino aumentate le rapine a mano armata e la corruzione.

Attualmente, i social non sono ancora vietati e rimangono un importantissimo e fondamentale canale di comunicazione, anche se c’è da dire che molti individui che precedentemente erano molto attivi sui social ora stanno cercando di mantenere un basso profilo temendo per la propria salute o per quella dei loro cari.

Il popolo afghano spera di poter tornare a vivere una vita tranquilla e spensierata che ormai è un lontanissimo ricordo per far ciò però ha bisogno di aiuto e non poco perciò le grandi istituzioni e soprattutto le grandi potenze mondiali dovrebbero cercare di dare un occhio di riguardo a questo paese e ai suoi abitanti che per troppo tempo sono stati logorati da questi lunghi e inutili conflitti.

Giovannino, l’aiutante per il rispetto dei diritti online.

C'era una volta in un paesino non molto lontano da Sala Comacina un ragazzo di nome Giovannino che era appassionato di tecnologia e info...