lunedì 16 gennaio 2023

Diritti e doveri dei lavoratori

 


I doveri del lavoratore che nascono in seguito alla stipula di un contratto lavorativo sono principalmente tre: il dovere di diligenza, il dovere di obbedienza e l’obbligo alla fedeltà. Se non vengono rispettati ci possono essere sanzioni disciplinari proporzionate alla gravità della situazione.


Quando si parla delle regole esistenti nel mondo del lavoro si fa quasi sempre riferimento ai diritti dei lavoratori e agli obblighi dell’azienda. In realtà, nel momento in cui viene firmato un contratto entrambe le parti devono rispettare precisi doveri.


Nel codice civile italiano i doveri del dipendente vengono racchiusi in tre categorie che sono:


il dovere di diligenza

il dovere di obbedienza

l’obbligo alla fedeltà


la diligenza


Il dipendente deve svolgere il proprio lavoro attenendosi ai canoni tecnici richiesti, non si tratta di una decisione opzionale che il lavoratore può prendere in maniera autonoma, ma di una prestazione dovuta in quanto dipendente.

Quindi bisogna svolgere la propria mansione in maniera scrupolosa, ma si devono eseguire anche altre prestazioni accessorie in base alle esigenze aziendali.


l’obbedienza 


Nei contratti di lavoro subordinato devono essere rispettate le decisioni e le disposizioni del datore di lavoro. Ciò significa che il lavoratore deve fare quello che gli viene chiesto.

Un dipendente può rifiutarsi di eseguire determinate azioni se sono vietate dalla legge. Il rifiuto è legittimo se si tratta di violazioni in merito a un singolo lavoratore, come ad esempio la richiesta di rinunciare al giorno di riposo settimanale.


la fedeltà


L’obbligo alla fedeltà presuppone due precisi divieti:


il divieto di concorrenza

il divieto di divulgazione


Il divieto di concorrenza impedisce al lavoratore di fare affari con aziende concorrenti per conto proprio o per conto di terzi. Si tratta di una attività potenzialmente lesiva, nel senso che può essere punita anche se non ha causato danni effettivi.


Il divieto di divulgazione impedisce al lavoratore di diffondere informazioni inerenti all’azienda in modo tale da recare dei danni, e rimane attivo anche dopo la chiusura del contratto.

Non è possibile, quindi, parlare male del proprio posto di lavoro o comunicare notizie coperte da segreto aziendale, in grado di provocare dei pregiudizi o degli svantaggi al datore di lavoro.


in caso di mancata adempienza dovere di diligenza, di obbedienza o dell’obbligo di fedeltà il lavoratore può subire una sanzione disciplinare, che varia in base alla gravità dell’infrazione.



I diritti dei lavoratori invece sono:


orario di lavoro: la durata dell'orario normale di lavoro è fissata per legge in un massimo di 40 ore settimanali. Le ore di lavoro effettuate in più fino al limite legale di 40 ore saranno considerate lavoro supplementare mentre quelle oltre le 40 ore saranno considerate straordinario. 


riposo settimanale: il lavoratore ha diritto, ogni sette giorni, ad un periodo di riposo di almeno 24 ore consecutive (in pratica dopo 6 giorni di lavoro vi è normalmente un giorno di riposo).


ferie e festività: sono stabilite dalla legge e dai CCNL. In ogni caso per legge a ciascun lavoratore deve essere garantito un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a 4 settimane. 


congedo matrimoniale: tutti i lavoratori dipendenti hanno diritto, in occasione di matrimonio avente validità civile, ad un congedo retribuito, la cui durata generalmente è stabilita in 15 giorni.


maternità/paternità: il Testo unico per la tutela ed il sostegno della maternità e paternità prevede varie forme di tutela in materia che vanno dal divieto, in via generale, di licenziamento della lavoratrice madre dall'inizio della gestazione fino al compimento di un anno del bambino (e, in certi casi, del padre lavoratore) alla garanzia di un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro, di uno facoltativo a discrezione della lavoratrice, di una serie di permessi retribuiti e/o non retribuiti per l'assistenza e la cura del bambino (con particolare attenzione ai figli portatori di handicap). 


diritto allo studio: se un lavoratore segue corsi scolastici ha diritto ad effettuare turni e orari di lavoro particolari e godere di permessi per frequentare tali corsi;


malattie e infortuni sul lavoro/malattie professionali: in caso di malattia o infortunio sul lavoro/malattie professionali viene garantita la conservazione del posto di lavoro per il tempo stabilito dai CCNL


sicurezza sul lavoro: il datore di lavoro deve attuare le misure necessarie a tutelare la salute e l'integrità fisica del lavoratore, nel rispetto di quanto previsto dal Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro


attività sindacale: il lavoratore ha diritto di aderire ad associazioni sindacali, di manifestare il proprio pensiero e di svolgere attività sindacale;


parità uomo – donna: alla donna lavoratrice spettano gli stessi diritti che spettano al lavoratore uomo.


Per far si che i diritti e i doveri qui sopra elencati bisogna che ci sia collaborazione da entrambe le parti sia dal datore di lavoro che dal lavoratore.





venerdì 13 gennaio 2023

Quanto dobbiamo all’eredità dell’illuminismo?

 Cos’ha lasciato l’illuminismo alla società di oggi? 

È una domanda che può sembrare inusuale tanto che può venirci in mente anche il perché dobbiamo porci una domanda del genere, ma l’illuminismo ha dato alle società che oggigiorno definiamo moderne più di quanto possiamo pensare.

Molti correnti di pensiero attuali, seppur evolute e perché no migliorate, arrivano dall’illuminismo e se ci pensiamo è una cosa incredibile il fatto che pensieri del Settecento siano ancora così attuali oggi.

Me ne vengono in mente moltissimi, ma ne citerò solo alcuni come: la tolleranza, il cosmopolitismo, il laicismo, la libertà, l’ uguaglianza o la riforma del sistema penale…

 

Pensando alla tolleranza si vede benissimo come è un concetto che muta e che continuerà a mutare nel tempo, perché la società è destinata ad evolversi sempre e con ciò anche il suo pensiero e quindi credo che tante cose che anche oggi a noi sembrano impossibile farci andare bene, in futuro saranno accettate; basta solo pensare anche a come è cambiata la società nel tempo del dopoguerra ad oggi, mi viene in mente ad esempio l’intolleranza che c’era ai tempi verso le persone nere negli stati occidentali, non dico che oggi la situazione sia del tutto rose e fiori, ma sicuramente è migliorata rispetto agli anni passati e come detto in precedenza, in futuro migliorerà rispetto alla società di oggi.


Per quanto riguarda il concetto di cosmopolitismo secondo me siamo ancora lontani da ciò che intendevano gli intellettuali illuministi, perché tutt’oggi ci sono ancora nazionalismi forti e ben saldi radicati all’intero di molte persone che magari non si aprono a nuove culture e a nuovi insegnamenti da parte di persone provenienti ad esempio da altri continenti, persistendo nella loro chiusura mentale e inalzando barriere verso gli altri, ad esempio molte se non la maggior parte delle persone italiane, che sono nate dal pre-guerra al 1950, hanno una mentalità molto chiusa radicata ancora nei valori e nel nazionalismo italiano, che ora sta andando via-via sempre verso un’internazzionalizzazione con le generazioni moderne.


Il laicismo invece è un concetto che secondo me ad oggi è ben saldo nella visione di praticamente tutti gli stati occidentali, mentre negli stati orientali c’è ancora molto da lavorare perché in molte nazioni come, Cina, India, Pakistan e Nigeria vige ancora una forte influenza delle religioni nelle leggi e nella vita delle popolazioni che abitano in questi territori,  che corrispondono a circa due terzi della popolazione mondiale, questo dato mi ha lasciato senza parole perché onestamente non riuscivo a credere che più di cinque miliardi di persone vivano in stati confessionali.

Secondo me il laicismo è una cosa importante che deve essere la base sulla quale bisogna organizzare politicamente uno stato perché, secondo la mia visione, lo stato deve intervenire in base oggettiva su fatti accaduti e non deve aggravare pene o ammende se un cittadino oltre ad aver commesso un crimine viola qualcosa all’interno della religione professata nello stato dove commette il crimine.

Per questo spero che in futuro avvengano delle rivoluzioni per cercare quanto più di avere una laicità mondiale che potrebbe servire a qualsiasi stato per migliorare le proprie leggi e la visione socio-religiosa verso altre confessioni.


Il concetto di libertà fortunatamente è un concetto che sta prendendo sempre più piede in molti stati occidentali anche se la maggior parte della popolazione vive in stati privi di libertà, ed è una cosa altamente inaccettabile il fatto che la maggior parte della popolazione mondiale venga derubata della propria libertà, che sia di pensiero, d’espressione, d’agire non importa.

Pensando alla violazione delle libertà di uno stato mi viene in mente sicuramente la Corea del Nord, che attualmente essendo sotto una fortissima dittatura sta privando la sua popolazione di diritti imprescindibili, sebbene la costituzione coreana li garantisca tutto ciò per me è inammissibile e sono contento di vivere in paesi occidentali in cui le libertà sono pressoché “illimitate” rispetto a sistemi governativi come quello coreano o quello russo.


Uguaglianza è un termine molto difficile da utilizzare perché, se parliamo di uguaglianza di qualsiasi persone all’interno dello stato di fronte alla legge seppur con un processo molto lento ci sono arrivati più o meno tutti gli stati occidentali, mentre per l’idea di uguaglianza siamo ancora lontani da ciò che è il vero significato di questa parola.

Mi vengono in mente ad esempio le disparità che ci sono tra uomo e donna nel mondo lavorativo, anche se si sta andando sempre più verso una parità di genere, le differenze sono molte, come ad esempio lo stipendio o le maggiori opportunità che può avere un’ uomo nei confronti di una donna anche se a parer mio qualsiasi persona di qualsiasi genere anche a disparità di reddito debba avere le stesse opportunità di un’altra persona.


Il tema della riforma penale è un argomento a cui ho dedicato molta attenzione su cui ho cambiato varie volte il pensiero, il tema principale su cui mi soffermo è sempre la pena di morte che all’inizio pensavo che in alcuni casi fosse giusta, perché mi facevo prendere da pensieri prettamente personali e caratteriali senza prendere visione di questo argomento in modo più oggettivo possibile; e confrontandomi con svariate presone sono arrivato alla conclusione che la pena di morte è totalmente sbagliata in qualsiasi caso essa sia perché nessuno può privare un’altra persona della propria vita anzi bisogna proprio fare il contrario cercare in qualsiasi modo di reintegrare la persona che ha commesso il crimine qualsiasi esso sia all’interno della società, indipendentemente dal reato che ha commesso e dal costo che il reinserimento può comportare.

Guardando le carceri italiane credo che ci sia bisogno di un’ cambiamento nel sistema penale italiano perché abbiamo sentito troppe volte parlare di sovraffollamento delle carceri, o di persone che reinserite nella comunità compiono lo stesso reato che avevano commesso in precedenza.

In conclusione penso che l’ideologia illuminista si rispecchi molto nel mio modo di vedere ciò che succede attorno a me e credo che per quanto siano pensieri di tanti secoli fa, potrebbero andare bene ancora nella società di oggi anzi, la renderebbero senza dubbi una società migliore.

Giovannino, l’aiutante per il rispetto dei diritti online.

C'era una volta in un paesino non molto lontano da Sala Comacina un ragazzo di nome Giovannino che era appassionato di tecnologia e info...